sabato 16 luglio 2011

Scritto sui ruoli: uomini e donne

Così scriveva Olga:

È arrivata A. che gioia rivederla.  Sono proprio felice, come ai vecchi tempi quando la camera delle bambine era piena di vita. Crescevano sane e studiavano con amore, finché con l’adolescenza iniziarono le prime ribellioni in nome della libertà. La corsa sfrenata ai club, il ballo, le amicizie sbagliate. Erano giovanissime e in casa avevano il fratello maggiore che  era sempre in giro con gli amici. Loro facevano paragoni, dicevano: “perché  lui può uscire quando vuole, ritirarsi tardi, e noi no? Solo perché è maschio?” 
Riflettendoci bene, in cuor mio, con la mia logica, davo loro ragione. Sono stata anch’io vittima della ingiustizia. Prima di sposarmi lavoravo e facevo la parte del padre che manteneva la famiglia ma non potevo uscire con le amiche, dovevo lavorare anche in casa perché ero donna, maledettamente donna. I maschi dei miei tempi dicevano: “che vogliono queste femmine?” oppure: “che volete? Sono femmine”.  In senso dispregiativo. 
Avevo un brutto concetto dell’uomo. L’uomo che al primo screzio va via senza responsabilità e senso del dovere. L’uomo che schiaccia la donna per non essere capace di dare lavorando e sacrificandosi per la famiglia. Sono convinta che tutte le donne del mondo subiscono, chi più chi meno, le tante umiliazioni e frustrazioni che provengono da parte di chi si definisce innamorato. 
Poi ho coonsciuto R., mio marito e il padre dei miei figli. Anche con lui ho dovuto lottare per garantirmi spazi di autonomia e libertà, ma lui mi ama in responsabilità, è un compagno fedele e paziente. Sa accogliere la parte buia della mia anima ed è un grande lavoratore ed un padre irrepprensibile. A volte autoritario, soprattutto in passato, ma è la sua educazione, quella di una volta. Penso che i tempi stanno cambiando. Non sarà facile raggiungere la piena parità e rispetto reciproco, ma l'amore,  la sensibilità, la gentilezza, sono gli unici rimedi. Senza paure.

2 commenti:

  1. Hai un bel blog _ da quanto scrivi ed inserisci nel tuo spazio, sei una persona sensibile ed assennata. Sono solo di passaggio (dopo molti anni in rete, sociale e non, ho mollato) ma mi fermo un attimo a ringraziarti per aver condiviso cotanto che c'è qui : Una Stanza Tutta per Sé_"A Room of One's Own"; V. Woolf .
    _§_

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  2. Grazie. Mia madre era (è) una persona sensibile e assennata. Sono contenta se lo sono anch'io.

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