sabato 16 luglio 2011

Il ritorno in Puglia

Ritornammo a C. ed io in collegio. Avevo dodici anni e restai in istituto sino ai quattordici. Mia madre veniva a trovarmi con quel bambino pallido e magro ed io ne sentivo pena. La Superiora voleva farmi suora e mi faceva studiare insieme alle pensioniste ma le dissi che dovevo uscire per aiutare mia madre e mio fratello, dovevo aiutare la mia famiglia, e così feci. Mia madre, che già aveva problemi di vista, oramai non vedeva più e non poteva lavorare. Iniziai a darmi da fare. Con il doposcuola ai bambini di scuola elementare, ricamando ed intrecciando le palme nel periodo pasquale. Nel frattempo avevo conseguito la licenza media con il massimo dei voti ed ero brava nello scrivere, così, appena compiuti diciassette anni, venni chiamata in Comune perché c’era la guerra e mancavano gli uomini. Per questo sempre ringrazio la Superiora ed il Potestà C. che mi aveva conosciuta quando ero in Collegio. Finalmente avevo uno stipendio e potevo affrontare la vita dignitosamente.

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