La nonna (Adelaide Mascitti) era originaria di Tossicia, un piccolo comune in provincia di Teramo. Il padre l’aveva diseredata dopo la sua decisione di fuggire per amore con un giovane pugliese. Rimasta vedova a soli ventisei anni con due figli, Umberto e la mia mamma di soli sei mesi, ricevette dal padre del denaro con la prescrizione di utilizzarlo al solo scopo di conseguire un titolo ed una professione che le consentisse di badare a sé ed alla famiglia. Difatti così fece e studiò all’Università di Napoli dove conseguì il diploma di Ostetrica.Anche mio zio Umberto morì a venti anni mentre studiava in un collegio. Rimase con la sua unica figlia Angelina ed in compagnia di una donna di servizio che badava alla casa e alla figlia mentre lei lavorava.
Adelaide aveva raggiunto una buona posizione sociale e ciò permise a mia madre Angelina di vivere bene. Mi raccontava che da ragazza si vestiva presso la migliore sartoria di Cerignola, da un certo Toffoli. Non aveva proseguito gli studi dopo il diploma conseguito presso una scuola privata femminile perché aveva avuto problemi di salute, pare il tifo. Per ragioni non del tutto chiare, Adelaide aveva forzato il matrimonio tra sua figlia e Andrea, mio padre, un uomo che aveva lasciato l’Arma dei carabinieri pensando forse di poter vivere cono lo stipendio della suocera e dedicandosi alla musica, la sua più grande passione, ma la differenza di ceto e di modi di vivere si fecero presto sentire. Ricordo che quando mio padre rientrava in casa lasciando il cappello e quant’altro dove capitava iniziavano i litigi e mia madre non si risparmiava nel definirlo “rozzo”.
Adelaide si era informata sulla famiglia del genero presso un religioso del paese d'origine di mio padre, prima di farlo sposare con la figlia, il quale l’aveva assicurata sul fatto che fosse benestante, proprietaria di terre, senza però alcun riferimento alle consuetudini culturali e di vita della famiglia.
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